📖 Descrizione della ricetta
L’Oca in onto è un piatto antico, nato come metodo di conservazione della carne prima dell’avvento del frigorifero. L’oca veniva tagliata a pezzi, cotta lentamente e conservata nel proprio grasso (“onto” in dialetto significa appunto grasso). La carne, così trattata, diventava morbida, saporita e poteva essere conservata per mesi in orci di terracotta. Oggi è un piatto della memoria, servito spesso nelle feste autunnali, soprattutto in occasione della Fiera dell’Oca di Mirano e in altre sagre venete.
🏺 Cenni storici
Questa ricetta risale almeno al Medioevo, quando nelle campagne venete l’oca era uno degli animali più allevati. Essendo grassa e carnosa, rappresentava una riserva di proteine per l’inverno. L’usanza di conservare la carne “sotto grasso” era diffusa in tutta Europa, ma in Veneto assunse una valenza particolare, legata alla cultura ebraica e contadina (molti ebrei veneti, non potendo consumare maiale, prediligevano l’oca).
Un manoscritto ottocentesco vicentino riporta:
“Se taglia l’oca in quarti, se sala e se mete in onto co’ specie, cusì se conserva a lungo.”
Oca in onto – Tradizione Veneta

Oca in onto – Tradizione Veneta
Ingredienti
Method
- ⏱️ Tempi
- Marinatura: 12 h
- Preparazione: 30 min
- Cottura: 3 h
- Totale: circa 16 h
- 👩🍳 Preparazione
- Tagliare l’oca a pezzi e salarla abbondantemente, lasciandola riposare 12 ore.
- Sciacquare leggermente e asciugare.
- In una casseruola capiente far rosolare i pezzi d’oca lentamente, a fuoco basso, in modo che rilascino il proprio grasso.
- Aggiungere aglio, rosmarino, alloro, ginepro e pepe.
- Sfumare con vino bianco e continuare la cottura a fuoco dolce per 3 ore, finché la carne diventa tenera e aromatica.
- Disporre i pezzi cotti in vasi di terracotta o vetro, coprirli completamente con il grasso fuso filtrato.
- Lasciare riposare e consumare dopo qualche giorno: più riposa, più diventa saporita.
- 💡 Consigli utili
- Conservare i pezzi d’oca ben coperti dal grasso: è la chiave della ricetta originale.
- Per un gusto più deciso, aggiungere anche cannella o chiodi di garofano nella cottura.
- Si serve meglio tiepida, con polenta morbida che raccoglie il grasso saporito.
- Il grasso d’oca in eccesso si può riutilizzare per cucinare patate o verdure arrosto.
Note

🍷 Abbinamenti consigliati
- Vino: Raboso del Piave, Refosco dal Peduncolo Rosso o un Valpolicella Superiore.
- Contorno: polenta gialla fumante, radicchio di Treviso alla griglia o patate al forno.
- Ottima anche in abbinamento con sottaceti casalinghi per “sgrassare” la bocca.
