Descrizione della ricetta:
Gli anginetti sono piccole ciambelline dolci, friabili all’interno e croccanti all’esterno, aromatizzate con anice o semi di finocchietto selvatico, tipiche delle zone del sud della Basilicata, in particolare del comune di Lauria. Dopo la cottura, vengono glassate con zucchero e limone, conferendo loro un aspetto lucido e un gusto fresco e aromatico.
Descrizione storica:
Questi biscotti rappresentano una delle espressioni più autentiche della pasticceria festiva lucana. Venivano preparati per matrimoni, cresime, feste patronali e occasioni religiose, spesso in grande quantità. Ogni famiglia aveva la propria versione tramandata oralmente. Il profumo dell’anice o del finocchietto richiama la semplicità della campagna e le tradizioni popolari radicate nel territorio.
🍥 Anginetti (ciambelline glassate all’anice o finocchietto)

🍥 Anginetti (ciambelline glassate all’anice o finocchietto)
Ingredienti
Method
- 🕰 Tempi di preparazione:
- Preparazione impasto: 20 minuti
- Formatura e riposo: 20 minuti
- Cottura: 15-20 minuti
- Glassatura: 10 minuti
- Tempo totale: Circa 1 ora
- 👨🍳 Preparazione passo passo:
- In una ciotola, sbatti le uova con lo zucchero e il pizzico di sale.
- Aggiungi l’olio, il latte, il liquore all’anice o i semi pestati, mescolando bene.
- Incorpora gradualmente la farina setacciata con il lievito fino a ottenere un impasto liscio e lavorabile.
- Preleva piccole porzioni di impasto, forma bastoncini e richiudili a ciambellina. Disponili su teglia con carta forno.
- Lascia riposare 15-20 minuti, poi cuoci in forno statico a 180°C per 15-20 minuti, finché risultano leggermente dorati.
- Intanto prepara la glassa: mescola zucchero a velo e succo di limone fino a ottenere una crema fluida e bianca.
- Quando le ciambelline sono tiepide, immergile nella glassa o spennellale. Fai asciugare su una gratella.
Note
🍷 Abbinamenti consigliati:
- Ideali con liquori aromatici (anice, finocchietto, rosolio)
- Ottime anche con tè nero al limone, camomilla o tisane digestive
- Si accompagnano bene a fine pasto, nei vassoi misti di biscotti da festa lucani (con spumette, stozze e strazzate)
