Dolcetti a base di mandorle, morbidi o croccanti
📜 Descrizione storica
Gli Amaretti di Modena sono tra i dolci più rappresentativi della pasticceria emiliana. Le prime testimonianze risalgono al XVII secolo, quando venivano serviti nelle corti nobiliari e nei conventi, come piccola delizia a fine pasto o come dono di prestigio agli ospiti.
La loro particolarità è la doppia anima: morbidi e leggermente umidi all’interno, oppure croccanti e friabili. Entrambe le versioni si ottengono con una base semplice di mandorle dolci e amare, zucchero e albume d’uovo. Il segreto è tutto nel dosaggio e nella cottura.
A Modena e dintorni venivano offerti in occasione delle grandi festività (Pasqua, Natale, matrimoni), accompagnati da vini dolci locali. La tradizione li lega soprattutto al consumo con il Lambrusco amabile o con un bicchierino di nocino.
✍🏻 Versione manoscritta d’epoca (da ricettari modenesi del XVIII sec.)
“Mandorle dolci e amare si pestano ben fino, con zuccaro e chiara d’ovo. Se ne fanno picciole forme rotonde, che si cuocono a fuoco lento, lasciandole molli dentro o dure a seconda del gusto.”
🥧 Amaretti di Modena

🥧 Amaretti di Modena
Ingredienti
Method
- ⏱️ Tempi
- Preparazione: 20 min
- Cottura: 20-25 min
- Totale: circa 45 min
- 👩🏻🍳 Preparazione
- Preparare le mandorle: tostare leggermente le mandorle dolci e amare, poi tritarle finissime (quasi farina).
- Unire lo zucchero: mescolare la farina di mandorle con lo zucchero.
- Montare gli albumi: in una ciotola, montare a neve non troppo ferma gli albumi, poi incorporarli al composto di mandorle e zucchero, insieme all’estratto di mandorla.
- Formare gli amaretti: con un cucchiaino, disporre mucchietti di impasto su teglia rivestita di carta forno, leggermente distanziati.
- Spolverare e cuocere: spolverare con zucchero a velo e cuocere in forno statico a 160°C per 18-20 minuti (per averli morbidi) o 25 minuti (per averli croccanti).
- Raffreddare: lasciarli raffreddare completamente prima di staccarli dalla carta forno.
- 💡 Consigli utili
- Per un gusto più intenso, aumentare la percentuale di mandorle amare (attenzione però alla dose, perché sono molto aromatiche).
- Se si desidera una texture più rustica, non tritare troppo le mandorle: lasciare una parte più granulosa.
- Si conservano in scatola di latta o barattolo ermetico fino a 7-10 giorni.
- Una variante antica prevede l’aggiunta di armelline (noccioli di albicocca), molto usate in passato come sostituto delle mandorle amare.
Note
🍷 Abbinamenti consigliati
- Vini dolci: Lambrusco amabile, Albana di Romagna passita, Malvasia dolce.
- Liquori: Nocino modenese, Amaretto di Saronno.
- Bevande calde: ottimi anche con caffè espresso o tè nero.
